Sulla cima della collina di Caprarizza, dirimpetto al Santuario S. Maria di Merino, domina una croce alta 6 metri piantata dall’Associazione Amici di don Antonio Spalatro poiché la precedente era caduta, consumata dal tempo. La prima croce sul posto fu collocata il 25 agosto 1950 su iniziativa di don Antonio Spalatro e la sua storia è testimoniata da documenti religiosi e civili.

Conversazione di don Salvatore Miscio, vicario episcopale per la Pastorale dell’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e docente di ecclesiologia presso la facoltà teologica pugliese, su don Antonio Spalatro.   Carissimi, con grande gioia ho accettato l’invito di don Tonino Baldi a riflettere con voi su una vita...

Il 27 agosto 1954, alle 10:00 del mattino, moriva don Antonio Spalatro, giovanissimo e attivissimo sacerdote viestano. Ordinato prete 5 anni prima, all'età di soli 23 anni, era stato parroco per appena 3 anni e 9 mesi e in così poco tempo era riuscito a lasciare un segno talmente grande nei cuori e nelle anime dei suoi compaesani e parrocchiani da essere acclamato da tutti come sacerdote santo nel momento della sua morte. A 70 anni dalla sua "nascita al cielo"(e 20 dall'avvio della sua causa di beatificazione) sono state organizzate 

I bambini sono stati una presenza costante nella vita di don Antonio, per loro il giovane sacerdote si spendeva generosamente. Lo testimoniano la lettura dell'ultima parte del Diario e della Cronistoria della parrocchia. Appena giunto in parrocchia, il suo primo pensiero fu organizzare i bambini di Azione Cattolica in gruppi, poi dividerli in classi catechistiche, trovare per loro spazi ricreativi, formare il gruppo dei chierichetti e dei cantori per il servizio della liturgia. Trasformò il piazzale della parrocchia in campetto di pallone e luogo di giochi. I bambini erano chiamati ad animare i momenti di gioia e di allegria della comunità. Per loro si creavano momenti di distensione, gite, scampagnate, passeggiate, durante le quali il giovane prete si improvvisava animatore. Per quanto possibile, in parrocchia si aiutavano i piccoli con difficoltà scolastiche, organizzando per loro il doposcuola. Le feste più riuscite erano quelle che avevano come protagonisti i bambini, la Festa della Santa Infanzia, la Prima Comunione. E proprio pensando ai tanti bambini che don Antonio ha saputo radunare intorno a sé nei suoi appena cinque anni di sacerdozio,

Domenica 25 agosto 2024 si è svolta, sul sagrato della Parrocchia SS. Sacramento, una solenne concelebrazione in occasione dei 70 anni dalla morte del Servo di Dio don Antonio Spalatro. La messa é stata presieduta dall'arcivescovo di Ancona-Osimo, monsignor Angelo Spina. Hanno concelebrato don Tonino Baldi, padre spirituale dell’Associazione Amici di don Antonio Spalatro e parroco della parrocchia SS.Sacramento, e don Gioacchino Strizzi. Nell'omelia il vescovo, riallacciandosi alle parole del Vangelo, ha posto una domanda ai numerosi fedeli presenti "Tu da che parte vuoi stare, chi vuoi seguire, come vuoi vivere?", stessa domanda che Gesù fece alla folla che lo seguiva dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Da un'idea di don Tonino Baldi e con il contributo dell'Associazione "Amici di don Antonio Spalatro" e di alcune docenti dell'Istituto comprensivo "Rodari Alighieri Spalatro" di Vieste è stata realizzata la seconda serie di video intitolata “Il seme caduto in Terra” dedicata al Servo di Dio don Antonio Spalatro.

Venerdì 3 maggio 2024 si è svolta in Cattedrale una serata ricca di emozioni e ricordi in onore di Santa Maria di Merino. La serata è stata organizzata dall'Associazione Amici di don Antonio Spalatro in collaborazione con alunni, alunne e insegnanti dell'Istituto Comprensivo "Rodari Alighieri Spalatro" di Vieste. Per far conoscere meglio don Antonio, soprattutto alle giovani generazioni, è stata proposta la lettura di tre racconti - ancora inediti - sulla vita del giovane sacerdote viestano. Le storie lette dagli alunni fanno parte di un libro di racconti su don Antonio, intitolato I bambini di don Antonio Spalatro. Storie di vita, infanzia e santità, che uscirà nei prossimi mesi.

OMELIA DELL'ARCIVESCOVO PADRE FRANCO MOSCONE PER LA SANTA MESSA CRISMALE CATTEDRALE DI MANFREDONIA - 27 MARZO 2024 MERCOLEDÌ SANTO Carissimi fratelli e sorelle del Popolo santo di Dio, amati confratelli nel sacerdozio, anche quest’anno ci troviamo numerosi e stretti dalla fede nel Risorto a celebrare la santa messa crismale, che ci inebria del santo profumo di Cristo. Nel Suo profumo desideriamo essere immersi oggi e sempre per portarlo ovunque e diffondere la conoscenza di Cristo che è, come ci ricorda Paolo, odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita, e questo profumo siamo noi suoi discepoli e missionari (cf 2 Cor 2, 14-15).

TESTIMONIANZA DI BARTOLO BALDI

Don Antonio morì quando io avevo appena un anno, per questo motivo non ho ricordi diretti di lui. Ma sicuramente faccio parte della schiera dei fortunati che ha avuto un qualche contatto con il giovane sacerdote per essere stato battezzato da lui a pochi giorni dalla mia nascita. Sono dunque vissuto nella scia del profumo della sua santità di cui si è sempre parlato. Mia madre e mio padre, che lo avevano praticato in diverse occasioni, memori delle fresche opere lasciate da don Antonio, che era anche il nostro parroco, ci parlavano spesso di lui, di quello che aveva fatto e di quello che aveva detto.