04 Feb Vieste celebra il 1° Centenario della nascita di don Antonio Spalatro
Nella Basilica Concattedrale di Vieste, il 2 febbraio 2026, si è tenuta una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo padre Franco Moscone, in occasione del centenario della nascita del Servo di Dio don Antonio Spalatro e della XXX Giornata Mondiale della Vita Consacrata. Le celebrazioni hanno richiamato una memoria che si fa grazia viva e presenza operante nella comunità.
Nell’omelia, padre Franco ha ricordato il significato profondo della Candelora, festa della Purificazione di Maria, sottolineando come il suono delle campane abbia accompagnato il ricordo della nascita del Servo di Dio, avvenuta 100 anni fa. Una celebrazione che non si esaurisce nel ricordo, ma diventa segno concreto di una grazia che continua nel tempo. Le campane, simbolo di festa e di chiamata, evocano una presenza che attraversa la storia e rimane viva nell’amore di Dio.
La testimonianza di don Antonio Spalatro resta un esempio autentico di cammino cristiano. Celebrare il centenario della sua nascita e la Giornata della Vita Consacrata significa riconoscere una grazia che opera ancora nella comunità. La vita consacrata si rivela profezia di presenza, soprattutto nei luoghi segnati dalla prova e dalla ferita.
Don Antonio ha vissuto il suo cammino sacerdotale con profonda obbedienza e umiltà, rimanendo fedele alla propria vocazione anche nei momenti in cui non gli venivano affidati incarichi specifici. Servo umile, intimamente unito a Cristo crocifisso, è stato testimone di una fede concreta e silenziosa. Don Antonio rimane così un esempio luminoso di battezzato e una guida nel rafforzare i legami di solidarietà e fraternità.
Al termine della celebrazione, padre Marco Arciszewski, responsabile diocesano della Vita Consacrata, ha ringraziato i presenti, invitando tutti a vivere la propria vocazione con perseveranza, restando accanto alla comunità ispirata a don Antonio e proseguendo con fede una missione spirituale intensa e feconda.

Il 3 febbraio, l’Arcivescovo Padre Franco ha presieduto una nuova concelebrazione nella parrocchia del Santissimo Sacramento, dove don Antonio Spalatro svolse il suo breve ma intenso ministero sacerdotale. Nell’omelia, si è soffermato sul concetto di santità nella vita dell’uomo moderno: don Antonio ha vissuto la sua esistenza come una tensione verso la perfezione, nella sofferenza e nella quotidianità: uno sforzo continuo orientato al premio che è Cristo.
Sacerdote santo, ha incarnato l’unità dell’umano e del divino, vivendo per Cristo già su questa terra. Ha scelto la povertà, la difesa degli ultimi e l’umiltà, consumandosi per il popolo. La sua santità è stata lasciare che Cristo vivesse in lui, nella fede, nella speranza e nella carità, accettando la sofferenza come via di conformazione a Gesù.
Dopo la celebrazione eucaristica è intervenuto don Francesco Armenti, postulatore romano della causa di beatificazione del Servo di Dio, con una relazione dal titolo: “Per me vivere è Cristo” (Fil 1,21). Il percorso di santità di don Antonio Spalatro a 100 anni dalla nascita. La vita di don Antonio, ha evidenziato don Armenti, si legge alla luce di San Paolo nella Lettera ai Filippesi: lo sforzo verso il premio e la tensione continua alla santità.
Richiamando anche l’invito di San Giovanni Paolo II ai “preti santi”, don Armenti ha ricordato che vivere per Cristo significa costruire il Paradiso già qui, vivendo pienamente il Vangelo là dove si realizza la propria vocazione. Come insegna Romano Guardini, “la santità è lasciare che Cristo respiri in me”, e Papa Francesco ricorda che la vita cristiana è morire e risorgere con Gesù nella fede, speranza e carità.
Don Antonio ha saputo tenere insieme l’umano e il divino, superando la fragilità della natura. Ha seguito il Cristo povero, difensore degli ultimi, scegliendo la povertà come sposa e denunciando l’attaccamento al vile denaro. Ha vissuto nella carne la sofferenza: il santo è cera duttile nelle mani di Dio.

Al termine delle funzioni liturgiche si è proceduto all’inaugurazione del nuovo Museo dei Ricordi di don Antonio Spalatro, alla presenza dell’Arcivescovo padre Franco Moscone, dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Vieste e di numerosi fedeli.
Tiziana Vescera
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